Il Consiglio del pubblico della SSR.CORSI rappresenta uno degli strumenti attraverso cui la società civile può dialogare con il servizio pubblico radiotelevisivo della Svizzera italiana. Un organismo che raccoglie sensibilità, osservazioni e aspettative del pubblico nei confronti dei contenuti proposti dalla RSI, contribuendo a rafforzare il legame tra cittadinanza e servizio pubblico, ma che anche dialoga in maniera aperta e costruttiva con la Direzione RSI e i responsabili dei programmi. A poco più di metà dell’attuale legislatura, il Consiglio del pubblico si trova ora al cosiddetto “giro di boa”, momento utile per tracciare un primo bilancio del lavoro svolto e guardare alle sfide future in un panorama mediatico in continua evoluzione.
Per approfondire obiettivi raggiunti, prospettive e ruolo consesso, abbiamo intervistato Gustavo Groisman, presidente del Consiglio del pubblico (CP) della SSR.CORSI.
Presidente, siete arrivati al giro di boa di questa legislatura: che bilancio traccia dei primi anni di attività del Consiglio del pubblico?
Dopo due anni e mezzo di attività posso dire che il bilancio è molto positivo.
Il CP, che attualmente è composto da 8 donne e 7 uomini, sta lavorando a pieno regime producendo, come di consueto, una decina di monitoraggi all’anno (si possono recuperare i nostri rapporti al seguente link: https://www.ssr-corsi.ch/consiglio-del-pubblico/analisi-delle-trasmissioni-rsi).
Vorrei cogliere l’occasione per sottolineare che l’attuale CP è formato da un gruppo molto eterogeneo, considerando la provenienza e le varie esperienze delle singole persone, il che permette di analizzare i prodotti della RSI attraverso punti di vista diversificati. Per noi l’eterogeneità rappresenta un valore fondamentale, così come la passione, l’attenzione critica verso i programmi televisivi e l’interesse per le dinamiche della società.
Quali sono stati, finora, gli obiettivi più importanti raggiunti dal Consiglio del pubblico e quali temi avete ritenuto prioritari nel dialogo con la RSI?
L’obiettivo più importante è stato raggiunto grazie alla disponibilità del Direttore Mario Timbal, il quale, assecondando la nostra richiesta, ci ha concesso di poter dialogare con i vari responsabili dei programmi (cosa che non avveniva con la direzione precedente). Questa apertura ci permette di discutere dei i nostri monitoraggi in modo approfondito con la RSI. Ciò ci consente di spiegare in dettaglio le motivazioni che stanno alla base delle nostre eventuali critiche e, nel contempo, di capire meglio le ragioni che portano i produttori a definire il contenuto e la forma dei propri programmi.
I temi affrontati con la RSI nell’ambito dei monitoraggi sono molteplici: si va dalla verifica dell’aderenza dei contenuti al mandato di servizio pubblico all’analisi dello stile e della conduzione delle trasmissioni, senza trascurare aspetti formali quali le scenografie, le scelte musicali e la collocazione delle emissioni nel palinsesto.
In questi ultimi anni il CP ha inoltre cercato di mettere in evidenza il suo operato e di rafforzare il legame con il pubblico che esso rappresenta, attraverso la partecipazione alle serate organizzate dalla CORSI e mediante comunicati stampa sui quotidiani ticinesi.
Quanto è importante il rapporto e il confronto costante con la RSI per riuscire a rappresentare davvero le sensibilità e le aspettative del pubblico della Svizzera italiana?
Il CP non ha un rapporto o un confronto costante con la RSI. I membri del CP decidono in totale autonomia quale programmi monitorare. La RSI viene a conoscenza delle scelte soltanto quando invitiamo i responsabili dei programmi all’incontro nel quale si discuterà il monitoraggio. Per noi è fondamentale mantenere questo distacco per non perdere di vista il compito principale del CP, che è quello di analizzare, con il virtuale occhio del pubblico, i vari prodotti creati dalla RSI una volta che essi sono stati messi in onda. Quest’anno, però, abbiamo introdotto una piccola eccezione proponendo quello che abbiamo chiamato “La scelta del direttore”, ossia monitorare ogni anno un programma scelto da Mario Timbal.
Guardando ai prossimi anni, quali saranno le principali sfide che il Consiglio del pubblico dovrà affrontare in un panorama mediatico sempre più digitale, frammentato e in continua evoluzione?
Il CP continuerà con la sua principale attività che consiste nell’analizzare le varie produzione RSI. Le sfide citate nella domanda sono fondamentalmente nelle mani dell’azienda che le sta affrontando da tempo. Infatti, i nostri monitoraggi si sono adattati a questa realtà e pertanto non solo prendono in considerazione le classiche offerte televisive e radiofoniche, ma anche i contributi reperibili sul web (vedi rapporto RSI Food), i prodotti online (vedi rapporto SPAM e Bar Nüm) nonché le attività collaterali (vedi rapporto Showcase RSI).
In un contesto in cui il dibattito sul futuro del servizio pubblico radiotelevisivo resta molto acceso, quale ritiene sia oggi il valore della RSI e, più in generale, del servizio pubblico per la coesione culturale e democratica del Paese?
Durante la campagna contro l’iniziativa “200 franchi bastano”, il CP si è espresso più volte pubblicamente per sottolineare l’importanza del servizio pubblico. Un servizio pubblico forte rimane essenziale per la difesa della coesione nazionale, della cultura e della democrazia. La RSI svolge in questo senso un ruolo insostituibile nella Svizzera italiana, assicurando la rappresentanza della realtà linguistica e culturale della regione e offrendo un’informazione autorevole, pluralistica e profondamente legata al territorio e alle sue comunità.
A cura del Segretariato SSR Svizzera Italiana CORSI