Tra gli eventi organizzati dalla SSR.CORSI questo mese di settembre, spicca la proposta “Vero, falso o IA?”. Un pomeriggio interattivo dedicato ai ragazzi tra i 12 e i 18 anni (e i loro genitori) per saperne di più di intelligenza artificiale, fake news e Chat GPT, insieme a chi questo mondo lo conosce bene. L’evento, che si terrà il 30 settembre al Canvetto Luganese dalle 14.00 alle 17.00, è organizzato in collaborazione con le AI Swiss Weeks.
Interverrà al pomeriggio Francesco Gabaglio, redattore del settore digitale RSI, anche per RSI Edu. Per avvicinarci al mondo di questa piattaforma dedicata ai ragazzi, e capire la sua importanza all’interno del servizio pubblico, abbiamo incontrato Paolo Cortinovis, produttore responsabile dell’offerta di RSI Edu. E ne abbiamo approfittato per indagare anche sul suo rapporto con l’Intelligenza artificiale.
Raccontaci un po’ della piattaforma Edu, quando è nata e perché?
RSI Edu nasce nel 2021come offerta di contenuti digitali principalmente pensati per la scuola, e per questo motivo il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il Dipartimento dell’educazione della cultura e dello sport (TI). Io coordino i lavori all’interno di un piccolo gruppo redazionale e mi occupo dei contatti con i partner esterni, soprattutto nel mondo della scuola.
RSI Edu si occupa di giovani ed educazione, come lo fa? A che frangia di età si rivolge?
La nostra offerta punta a raggiungere tutto l’ecosistema di riferimento, quindi docenti, scuole e famiglie. Cerchiamo di affrontare tematiche trasversali e contemporanee come l’intelligenza artificiale, l’educazione allo sviluppo sostenibile, la capacità riconoscere la disinformazione, la gestione consapevole dei soldi… E lo facciamo attraverso video brevi di 3-4 minuti, caratterizzati da un ritmo e un linguaggio efficaci con allieve e allievi delle scuole medie.
Società, ambiente, tecnologia e mondo del lavoro sono i filoni principali di questi video: l’obiettivo non è trasmettere nozioni in modo esaustivo, ma offrire uno spunto immediato per incuriosire i giovani, stimolare il loro senso critico e fare da innesco a una successiva discussione guidata in classe o a casa. L’offerta completa, che oltre ai video comprende dossier tematici e materiali utili per la didattica, è distribuita attraverso il portale web (www.rsi.ch/edu); i video vengono pubblicati anche sul canale YouTube dedicato (www.youtube.com/@RSIEdu)
Avete anche un contatto diretto e uno scambio di dialogo con il vostro pubblico?
Il canale privilegiato per instaurare un contatto diretto con docenti, educatori e studenti è rappresentato dagli atelier, che teniamo nelle sedi scolastiche della Svizzera italiana e negli spazi della RSI. Questi vengono però svolti anche in occasione di eventi esterni che possono interessare loro, come Castellinaria, Media in Piazza o il Locarno Film Festival. Si tratta di laboratori che mettono sempre al centro la realizzazione pratica di contenuti audiovisivi, con l’obiettivo di educare le classi partecipanti ad un uso consapevole degli strumenti digitali e fornire loro gli strumenti per combattere la disinformazione.
Tra le iniziative più apprezzate dalle scuole c’è "Noi da voi, il mestiere che vuoi", svolta in collaborazione con il settore formazione della RSI, dove allieve e allievi vengono guidati nella creazione di una vera e propria video candidatura.
In “Vero, falso o IA?” Francesco Gabaglio, collega giornalista che nei video di RSI Edu si occupa di tutti i temi legati al mondo delle tecnologie, di internet e dell’IA guiderà i partecipanti in sperimentazioni pratiche.
Immagino il largo spazio che viene dato a queste tematiche, visto il vostro pubblico: ragazzi immersi volenti o nolenti nel mondo digitale.
Sì, assolutamente. RSI Edu dedica un grande spazio a questi aspetti contemporanei, che rientrano principalmente nel filone della Tecnologia e nelle competenze trasversali di educazione ai media. Nel 2024 abbiamo avviato una collaborazione con la SUPSI e l’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale per realizzare un dossier tematico sull’IA che arricchiamo regolarmente con nuovi contenuti, per spiegare in modo semplice come funzionano questi strumenti, quali opportunità offrono e quali sono i rischi se non si usano in modo critico. È importante sottolineare che collaboriamo con enti e istituzioni riconosciute, attive sul territorio in vari ambiti di educazione e protezione dei giovani.
Parlando di adulti … Nel tuo lavoro, fai uso dell’IA?
Sì, uso strumenti di intelligenza artificiale ma in modo limitato e critico, soprattutto per velocizzare operazioni che manualmente richiedono molto più tempo, come la generazione di sottotitoli o per trovare nuove idee da integrare nel processo creativo di produzione, per esempio. Il perimetro entro cui possiamo muoverci in modo responsabile è definito da una direttiva della SSR sull’uso dell’intelligenza artificiale. In ogni caso per me è importante mantenere il controllo di ciò che realizziamo: l'IA è uno strumento utile ma il risultato finale deve rimanere in mano nostra. L'enorme quantità di energia che questa tecnologia consuma a livello globale è forse l'aspetto che più mi spinge a usarla con parsimonia, per non sprecare risorse inutilmente. E poi c'è da tenere allenata la nostra, di intelligenza!
In cosa l’Intelligenza artificiale non potrà mai sostituire il nostro lavoro?
In tutto quel che ci rende così meravigliosamente umani: pensare, ragionare, criticare, esprimere emozioni, assumerci responsabilità... Le risposte dell’IA, quando la interroghiamo, sono il risultato di complessi algoritmi e probabilità statistiche, ma non rappresentano un pensiero e non sono nemmeno mosse da emozioni.
Anche per noi adulti ‘navigati’ ci sono dei rischi secondo te nella fruizione di chatGPT, o nel cadere nelle trappole delle fake news sui social?
Indubbiamente! Il rischio principale nell’uso dei chatbot è che noi tendiamo a umanizzare tutto quel che è umano: le grandi aziende tecnologiche lo sanno e sfruttano questa “debolezza”. Il fatto di poter conversare con chatGPT (o altri sistemi analoghi) come se fosse una persona e di ricevere risposte che sembrano mosse da emozioni ed empatia rappresenta un grosso rischio per gli adulti che si affidano a questi sistemi allo scopo di ottenere, per esempio, informazioni di carattere medico, o per un supporto psicologico. La questione delle fake news è altrettanto complessa e ci riguarda da vicino, perché il meccanismo su cui fanno leva è universale: parlano alla pancia, scatenano forti emozioni, ci mettono fretta e ostacolano la nostra capacità di ragionare razionalmente. Nessuno è al riparo da questi rischi: ci vuole spirito critico e, nel dubbio, un passo indietro.
a cura di Valentina Grignoli, Responsabile contenuti editoriali SSR.CORSI