I mondiali FIFA 2026 stanno entrando nelle loro battute finali e nella fase più calda. Il riscontro di pubblico alle dirette RSI, e in generale su tutta la copertura SSR, è stato notevole, e non solo per quanto riguarda le partite della Nazionale rossocrociata. Se per i giocatori e per le squadre impegnate nel torneo è un periodo decisamente intenso, lo stesso si può dire per il team RSI che ci tiene compagnia e ci intrattiene da diverse settimane. Per cogliere in pieno l'atmosfera della manifestazione, abbiamo scambiato qualche battuta con alcuni dei protagonisti delle dirette in studio e dal continente americano. Il terzo ed ultimo è Andrea Mangia.
Come hai vissuto, in generale, questo lungo periodo di trasferta per i Mondiali FIFA 2026?
È stata, per tutti noi inviati, la trasferta più lunga mai affrontata per un Mondiale. L'allargamento della competizione a 48 squadre ha inevitabilmente esteso i tempi del torneo e, considerando anche il ritiro della Nazionale a San Gallo prima della partenza, siamo rimasti lontani da casa per circa 47 giorni.
Dal punto di vista personale è stata un'esperienza straordinaria, che porterò a lungo con me. Un evento di questa portata rappresenta un'opportunità professionale unica, perché ti permette di vivere il calcio nel suo massimo splendore e di raccontarlo da vicino. Allo stesso tempo, però, è stata una prova molto impegnativa, sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale. Ritmi serrati, continui spostamenti, orari particolari e la necessità di mantenere sempre alta la concentrazione richiedono grande capacità di adattamento e spirito di squadra. Alla fine resta la soddisfazione di aver preso parte a un'esperienza irripetibile, che ha ripagato ogni sacrificio.
Hai raccolto una grande eredità da Armando Ceroni, che nel corso della sua carriera è diventato un punto di riferimento per il pubblico. Come hai vissuto questa responsabilità?
Sostituire una figura come Armando Ceroni è stata, senza dubbio, la sfida e la responsabilità più importanti. La sua grande capacità era quella di entrare in sintonia con gli appassionati e di trasmettere le emozioni della competizione, facendo sentire il pubblico parte dell'evento.
Una parte della sua eredità è rappresentata anche dalla presenza di Blerim Džemaili, che era stato coinvolto inizialmente proprio da Armando. Poter contare sulla sua esperienza e sul suo supporto è stato un valore aggiunto prezioso.
Seguire la Nazionale durante un Mondiale offre inoltre l'opportunità di raggiungere un pubblico molto più ampio rispetto al calcio di tutti i giorni. In questo contesto è fondamentale trovare il giusto equilibrio: trasmettere l'entusiasmo e le emozioni che una competizione di questo livello suscita, senza mai rinunciare al rigore e alla professionalità che il ruolo richiede. È un equilibrio delicato, ma rappresenta anche uno degli aspetti più stimolanti di questo lavoro.